giovedì 11 agosto 2011

Andrea, finalmente … !!!

Pochissime parole al Presidente Andrea Agnelli, ad “Andrea”: consentici di chiamarTi così, dato che Tu sei “Andrea” per tutti noi “rancorosi”; tutti noi che abbiamo avuto nel cuore la Juve di Tuo zio Gianni e di Tuo padre Umberto: la “vera” Juventus; tutti noi che fin da subito abbiamo capito che “calciopoli” era in realtà “farsopoli”.

Finalmente, Andrea.

Vai fino in fondo. Tuo padre non aveva assoldato dei mascalzoni.
Vai sino in fondo senza fare sconti a questa gente che ha come unico “dio” la poltrona.

La cosa importante l’hai detta: “finchè gli scudetti 2005 e 2006 non tornano a casa, la Juventus non si fermerà”.
Questo noi tutti volevamo sentire “ufficialmente” da Te.

Il fatto che ciò che faceva Moggi era “minimo” rispetto a quello che facevano le altre squadre di Milano è ormai chiaro da ciò che è emerso al processo di Napoli.
Ormai tutti quelli che non sono in mala fede o "prescritti" (o "milanisti protetti")  l'hanno capito.
Occorre solo che divenga pubblico attraverso una decisione ufficiale.  

L’unica cosa che devo dirTi è questa.
Capisco che “per opportunità”, soprattutto mediatica, sia meglio attendere la – sperata – assoluzione di Moggi a Napoli.
Ma – in punto di stretto diritto – già adesso (con la relazione di Palazzi) la Juventus avrebbe il diritto di chiedere la revisione delle sentenze del 2006 ex art. 39 CGS in quanto quelle decisioni erano basate sul fatto che Moggi e quindi la Juventus fosse l’unico a colloquiare telefonicamente con i designatori e arbitri.
Su questa presunta "unicità" (piaccia o non piaccia ...) di comportamenti ritenuti sleali (e che sleali non erano perchè lo facevano tutti), dato che illeciti ex art.6 non ce n'erano, per lapidare la Juventus, costruirono il famoso “illecito strutturato”, quel mostro giuridico secondo il quel tre furti diventano una rapina.
Così poterono condannare, attraverso Moggi e Giraudo, la Juventus che - come dichiarato nella sentenza stessa del 2006 ! - non aveva fatto illeciti.

Ora, dato che "de facto" è dimostrato che questa “unicità” non era tale, è venuto meno il presupposto fattuale - l'illecito strutturato - di quelle sentenze.

Credo quindi che non ci sarebbe bisogno di attendere la sentenza per chiedere la revisione di farsopoli.

Ma va bene lo stesso. Tanto, prima o poi, se la “famiglia” si impegna otterrà giustizia.

Ricordati questo.
L’acredine dei prescritti milanesi verso di noi ha radici lontane; e proprio contro Tuo padre, il presidente di Moggi, Giraudo e Bettega.

Queste radici affondano nel 1961, quando gli “onesti a priori” volevano ripetere la partita-scudetto di Torino per invasione di campo (il pubblico attorno al campo negli ultimi minuti, purtroppo entrò in campo appena prima dello scadere), quando il regolamento prevedeva la ripetizione della stessa.
In quell’anno Tuo padre, che come presidente della Juventus aveva costruito la Juve di Charles, Sivori e Boniperti (quella della prima stella), era anche presidente della FIGC, i cui organi giurisdizionali (in tutti i gradi di giudizio) disposero la ripetizione della partita e non la vittoria a tavolino a favore degli onesti: come vedi, il vincere in segreteria ce l’hanno nel sangue: se erano convinti di essere più forti avrebbero voluto la ripetizione della partita, che era finita 1-1.
Ma invece è molto più comodo farsi recapitare lo scudetto in segreteria ...
La decisione della FIGC (Presidente Tuo padre) scatenò l’ira del Moratti padre, che mandò a giocare la ripetizione della partita a Torino la squadra Primavera (debuttò Sandro Mazzola, autore dell’unica rete dei prescritti, e che oggi meno parla e meglio è ...) che perse 9-1 contro Sivori, Boniperti e Charles.

Da quel momento cominciò la rabbia dei prescritti contro la Juventus.
Farsopoli per loro è stato un grande orgasmo di gruppo.

Peccato che ora vedranno che tale orgasmo se lo sono procurato tra di loro … : che dolore !