Cari
amici juventini, era abbastanza tempo che non avvertivo il bisogno di dire due
parole. Dopo l'avventura di Thiago Motta (non volli dire nulla, ma temevo
fortemente che non fosse “giusto" per la Juve). Altro sopravvalutato:
Giuntoli. Ha trattato malissimo Allegri ed ha smantellato quel che rimaneva
della Juve di Andrea e Allegri, acquistando gente che non valeva un quinto di quella
che ha pagato. Koopmeiner è il primo: 60 milioni per uno che al massino ne vale
10/15. Poi chiamiamo il simpatico Tudor: juventino vero, m allenatore di
seconda fascia. Adesso abbiamo chiamato il riciclato Spalletti: un allenatore
sul viale del tramonto. La dirigenza è tornata ad essere la fotocopia di quella
infausta e disgraziata di Cobolli Conigli e Blanc e la rinuncia al TAR. Dietro
a questo c'è un filo conduttore. Nel 2006 vi erano "gli usurpatori" -
come li chiama Margherita Agnelli - a comandare veramente, essendo Jonh Elkan
ancora "sotto tutela". Adesso invece è proprio lui a comandare. Ed ha
riproposto lo stesso schema di allora. Quindi prepariamoci: avremo anni di
anonimato. Almeno allora, per qualche anno, rimasero i grandi campioni
umbertiani e di Moggi e Giraudo: Del Piero (senza di lui non ci sarebbe stata
più la stessa Juve: come disse Moggi), Camoranesi, Nedved, Trezequet e Buffon.
Alla fine rimasero solo il primo e l'ultimo, ma per fortuna arrivò Andrea.
Messo lì dal cugino nella convinzione che fallisse e invece ... . Adesso siamo
punto e a capo. La banda dei prescritti, con il potere in mano (errore di
Andrea di mettersi nella Superlega ed andare contro alla UEFA/FIFA che invece
proteggono i prescritti), ha fatto fuori Andrea (come al solito in pratica
lasciato nella cacca dal cugino invidioso del suo nome) ed ha preso il potere
"totale", anche sfruttando l'abilità di Marotta il quale sta gustando
la sua rivincita contro la Juve che l'ha (ingiustamente) cacciato ed ora
"odia" la Juventus essendo anche divenuto effettivo Presidente della
prescrittese. Insomma una cosa è chiara: sinché non tornerà Andrea la nostra
amata Juve rimarrà quella che era con il duo Cobolli/Blanc e che è ora con il
duo Comolli (l'assonanza del nome è "tragica") Chiellini (il quale
sinceramente può essere un buon commercialista, ma per fare il Marotta della
situazione deve mangiare almeno un TIR di minestra). Non so se e come Andrea
potrà tornare. Io lo spero e - come facevo negli anni post farsopoli - gli
dico: Andrea aiuto !!! L'unico modo per togliere il "cugino" dalla
Juve sono i soldi. Spero che possa trovare i soldi per convincerlo a lasciargli
la Juve. Speriamo poi che la Commissione di Giustizia Europea possa dare
qualche barlume di speranza per ristabilire almeno parte della verità di
farsopoli: almeno togliere ai prescritti il cartone del 2006.Ma anche questa è
diventata una piccola fiammella in un Europa dove vediamo che la Giustizia è
solo per alcuni. In Italia poi è inesistente quando si tratta di andare contro
i poteri che comandano e dove nessuno si prende la responsabilità di una
decisione: tutte le decisioni della (in)giustizia sportiva e di quella
amministrativa NON sono entrate nel merito; hanno sempre e solo declinato la
loro competenza, con no scaricabarile vergognoso ed indegno. Concludendo cari
amici juventini: prepariamoci ad un lungo periodo di anonimato. E forse al
fatto che la "nostra" Juve non ci sia più. Se non torna l'unico vero
Agnelli ancora in vita: Andrea; che tornerà ad esporre orgogliosamente allo
Stadium "tutti" gli scudetti vinti dalla nostra amata Juve sul campo
e non "in segreteria" (senza "toglierli" come ha fatto il
"cugino", che ha venduto ai francesi la FIAT: l'Avvocato - poverino -
si sta ancora girando nella bara). E così torneremo a fare Juventus A -
Juventus B a Villar Perosa nella villa degli Agnelli assegnata a Margherita,
dove attualmente la squadra non va più poiché contro la stessa il di lei figlio
Jonh (!!!) è in causa per i soldi (!!!) - come se ne avessero pochi - presso la
Corte d'Appello di Torino. Credo che i due fratelli Agnelli, l'Avvocato ed il
Dottore, juventini veri, lassù stanno veramente piangendo.
mercoledì 18 febbraio 2026
sabato 18 maggio 2024
Cari amici juventiniveri, l'ultima volta che ho scritto un post su questo "mio" blog avevo dodici anni in meno. Sono tanti. Quando scrivevo speravo due cose. Una si è avverata, l'altra purtroppo no; o meglio "non come si sarebbe dovuta avverare". La prima era che Andrea Agnelli venisse a salvare la nostra cara Juve: e questo si è avverato. La seconda è che Moggi e Giraudo fossero assolti dalla giustizia ordinaria con formula piena e dunque poi vi fosse la revoca della sentenza/non sentenza della FIGC del 2006 su Farsopoli, soprattutto dopo la relazione del Procuratore Palazzi, che ha rivelato (purtroppo "volutamente" in ritardo prescrizionale) le malefatte della squadra Prescritta di Milano. E questo, con mio enorme dispiacere non si è avverato; o almeno non completamente, in quanto si avuta la classica vicenda "all'italiana". A Napoli le giudici litigano tra loro: le due a latere litigano con la Presidente Casoria e nel giudizio disciplinate al CSM "citano" come loro testimoni "a favore" i due PM !!! Purtroppo era evidente che la Presidente che era assolutamente convinta della farsa di quel processo è stata messa in minoranza della due giudici sue nemiche che invece hanno dato ragione ai loro "testimoni". Anche queste cose succedono in questo nostro povero Paese. L'ottimo collega Avv. Prioreschi purtroppo non scelse di chiedere la ricusazione del Collegio giudicante: e fece male. Così si arrivò ad una sentenza di primo grado di condanna che non stava né in cielo, né in terra. Poi - come molto spesso sempre avviene - in secondo grado non hanno avuto il coraggio di rivoltare una sentenza assurda, ma l'hanno solo "ammorbidita". E questo è proseguito in Cassazione, dove hanno reso al minimo tutto il dictat assurdo della sentenza di primo grado: reato di tentata associazione (non riuscita) a scopo di condizionare il campionato (non condizionato); tentativo "associativo" fatto "da solo", senza altri "tentati associati". Insomma il solito pastrocchio made in Italy. Seguito dalla farsa della Figc, non tanto per non aver revocato una sentenza assurda in rapporto alle risultanze della giustizia ordinaria, ma anche dopo la Relazione Palazzi, ma almeno per non aver avuto la decenza di revocare l'assegnazione (regalo dell'ex dirigente Inter, Rossi, divenuto Commissario straordinario Figc durante il processo ...!) di uno scudetto relativo ad una stagione non sub iudice che fu revocato alla Juve "solo per ulteriore punizione": non ha avuto il coraggio di decidere: nessuno era competente a decidere. Padre Dante li definiva: ignavi. Io li definisco in altro modo.
Bene con quanto sopra chiudo definitivamente con la speranza di una giustizia su Farsopoli che non arriverà mai. Anche perché ora Elkhan (ritornato al comando) ha spazzato via le residue speranze coltivate da Andrea.
Dopo l'avvento di Andrea, lasciato andare alla Juve "solo" perché i "non Agnelli" ritenevano che non avrebbe avuto successo che invece è arrivato "alla grandissima", abbiamo vissuto dal 2011 al 2018 anni indimenticabili in cui la Juve - pur se quella più forte di sempre credo si stata quella di Moggi e Giraudo - è stata in Italia la dittatrice totale e indiscussa. Nelle partite pensavamo solo con che punteggio avremmo vinto, stupendoci e deludendoci di un pareggio. Dopo Andrea ha avuto un periodo "buio". Non so il perché. MA ha iniziato a prendere decisioni sbagliate. Forse è caduto nella "sindrome del capo", quelle che colpisce tutti i capi che ad un certo punto credono - veramente - di essere infallibili, perdono il contatto con la realtà e cominciano ad essere infastiditi dai collaboratori - che loro stessi hanno scelto, che li hanno fatti vincere e che sono i più fidati - che non condividono le loro idee. Questo è avvenuto con l'Affare Ronaldo e l'allontanamento di Marotta. Evidentemente non è stato ben consigliato, come non lo fu nella gestione del non-rinnovo/allontanamento di Del Piero, nel quale vide (non so perché) un ombra al suo premierato. Insomma un'operazione economicamente scellerata. Ed altrettanto sportivamente: anche io, come tutti, ero estasiato nel vedere uno dei due più forti calciatori in attività venire alla Juve, ma capivo che non sarebbe stato sufficiente a pareggiare il Real Madrid. Diciamolo, il pensiero fu questo: abbiamo vinto al Bernabeu con il Real Madrid e saremmo andati ai supplementari senza un rigore che un altro arbitro fuori da quello stadio a trena secondi dai tempi supplementari non avrebbe mai dato (anche se poteva essere dato, come no); se Ronaldo fosse stato dalla nostra parte avremmo passato noi in turno; e visto il passato avremmo vinto noi questa benedetta Coppa. Il ragionamento è semplice, ma come tutti i ragionamento semplici è scorretto. Il Real Marid aveva molti grandi campioni in squadra (potendoli pagare) che supportavano il diamante Ronaldo. La Juve NON aveva tutti questi grandi campioni ai quali "mancava" solo il diamante Ronaldo per vincere. Ed infatti non è bastato. Ed è rimasta la insostenibilità economica di un affare "sbagliato". Pagare un assoluto campione di trentatré anni 117 milioni al Real e poi pagarlo trentuno milioni netti a stagione per tre anni è una follia assoluta. Si sarebbe potuto capire se fosse stato preso "a parametro zero". MA così no. E Marotta l'aveva lucidamente capito. L'ha detto, ma Andrea non ha voluto ascoltarlo, dando retta a Paratici che - da bravo Giuda di Marotta - pensava di aver fatto il colpo della vita. Caro Andrea sei stato Pinocchio nel paese dei balocchi. Perez ti ha abilmente fregato facendosi anche ringraziare ! Poi il covid ci si è messo per rendere perfetto il suicidio economico. Da lì in poi tutte decisioni sbagliate. Sino alla fine. Perché Andrea. Perché.
Dietro a tutto questo mi chiedo: per quale motivo Elkhan, capo della Exor e quindi colui che avallava le spese, ti ha lasciato fare ? Perché non ti ha detto di no ? Perché ha lasciato fare le plusvalenze (che ritengo oggettivamente non illecite, ma senza dubbio una furbata di bilancio scorretta) ? Perché ti ha lasciato entrare - senza nessun paracadute - nella vicenda Superlega ? Vicenda economicamente giusta, ma pericolosissima perché andava a cozzare contro i poteri che attualmente comandano il mondo del calcio ? E senza essere il Real Madrid che - diciamocelo - per la sua storia "è" il calcio: tutti noi, al di là della nostra squadra del cuore, un poco siamo madridisti; nessuna istituzione può far fuori il Real Madrid. La Juventus non è "questo".
Visto il pregresso dopo la morte del Dottor Umberto, sono certo che non può esserci vero affetto tra Elkhan e Andrea Agnelli. C'è solo "parentela". Alla fine diciamo che Andrea è il nipote ex fratre del monarca l'Avvocato Gianni, mentre John è il nipote ex filia. Andrea è colui che - per il nome che porta - faceva e fa ancora "ombra" al nuovo monarca. E' fuori di dubbio che la famiglia Agnelli, per la patriarcalità successoria che ha contraddistinto da sempre la storia della famiglia imprenditoriale più prestigiosa ed importante d'Italia (e che - per l'invidia di tutte le altre famiglie imprenditoriali e di quelle nobili - ha "sostituito" la famiglia regnante dei Savoia nell'immaginario collettivo italiano), prosegue con Andrea e suo figlio maschio. Non con John Elkan. E dunque oggi gli Agnelli non hanno più la maggioranza di potere economico e quindi "azionario" nella cosiddetta "Famiglia Agnelli".
La Juve è per i non Agnelli (i Nasi ed i Rattazzi) un peso mal sopportato, visto che oggi una squadra di calcio non è più un giocattolo "abbastanza costoso" che però dà lustro e "immagine di potere", ma è divenuto un'impresa commerciale "enormemente costosa" che però - anche continuando a dare "immagine di potere" - non dà mai, non dico un ritorno di utile, ma nemmeno un pareggio di bilancio.
Elkhan l'avrebbe già ceduta se non fosse che forse ancora non ha il coraggio di fare un passo che suo nonno, l'Avvocato, non avrebbe mai fatto e dunque rendere impossibile ciò che - credo - lui voglia a tutti i costi: sostituire nell'immaginario collettivo quel che era suo zio: l'Avvocato Gianni. Almeno in parte, data l'impossibilità di sostituire un personaggio ed un uomo di una specie e di una generazione oggi assolutamente perduta.
E siamo arrivati ad oggi.
Il bravo Moncalvo ritiene che alla fine "plusvalenzopoli" sia una riedizione di Farsopoli; meno grave in quanto non vi sono gli elementi esterni (milanesi e romani ...) che oggettivamente si unirono - come in una tempesta perfetta - con la lotta di successione interna e che colpì la Juventus per colpire gli "umbertiani" Moggi e Giraudo, che non erano giovani e sprovveduti come allora era Andrea, ma erano "i capitani militari di lungo corso di Umberto".
Ora, dopo aver lasciato solo Allegri nella tempesta, hanno colto la palla la balzo della sua (prevedibile) esplosione per cacciarlo, con la speranza di poter risparmiare qualcosa sul dovuto per l'ultimo anno di contratto, e così finalmente azzerare l'era di Andrea Agnelli ed iniziare quella di John Elkan, che non vuole vi siano più elementi di congiunzione con la precedente gestione del cugino.
Due parole sulla vicenda Allegri. Max non è un allenatore "che costruisce". E' un allenatore che "mantiene ed allunga". Non è un Sacchi o un Conte. E' un Capello o un Ancelotti (il quale, quando è stato in un contesto senza campioni non ha vinto, ma soprattutto "non ha costruito": vedi Napoli). Ognuno ha le sue caratteristiche. I primi costruiscono, ma dopo un po' i giocatori (che a questo livello sono "prime donne") non li sopportano più. I secondo invece "collaborano" con i campioni, li sanno gestire, trasformano i più forti carismatici nei loro "fedelissimi" nello spogliatoio. Allegri (e Marotta lo sapeva nel 2014) era così. Era l'allenatore giusto per "allungare" la vita della squadra costruita da Conte. E così fu.
Quando - come inevitabilmente avviene - anche la squadra "costruita" da Conte e "mantenuta" da lui sono finite "per età" dei protagonisti, e mentre era "in corso" l'errore-Ronaldo, Andrea continua a farsi consigliare da chi non ha mai avuto i numero per fare il mestiere di Marotta, cioè Paratici. Questo era uno che sapeva trovare il tipo di giocatore che Marotta, che era quello che "decideva" di chi si avesse bisogno, gli indicava. Ma non è mai stato il suo mestiere quello di capire "quale tipo di giocatore" occorresse per un certo tipo di squadra e di allenatore. Paratici (con Nedved - grande giocatore e stop: non si è mai capito cosa facesse alla Juve oltre a correre alla Mandria con Andrea) lo consiglia di prendere Sarri. Un soggetto che nulla c'entrava con il mondo Juve e soprattutto con quel che rimaneva di dieci anni di squadra Conte-Allegri. Si è vinto solo perché Sarri (intelligentemente) si è "desarrizzato" ed ha preferito vincere, che perdere, sfruttando quel che rimaneva e Ronaldo: quell'anno la squadra non fu né carne, né pesce. Ovviamente finisce con una separazione "quasi" consensuale, che costa soldi alle casse juventine. Cosa ti combina allora Andrea ? In una botta di finale presunzione ante crollo del trono, come nelle migliori tragedie, "non" consigliato dai suoi "non" consiglieri, dà la squadra in mano a Pirlo che non aveva mai allenato nemmeno nemmeno la squadra degli scapoli contro gli ammogliati; una squadra i cui giocatori egli - fresco di fine carriera - ancora considera "colleghi" e che in tal modo ancora vedono lui; figuriamoci come lo vedeva Ronaldo, campione di egocentrismo".
Ovviamente giochiamo in modo incomprensibile. Con Ronaldo e solo in Italia si vince la supercoppa italiana e la coppetta Italia e (grazie ad un gol che solo Ronaldo poteva fare ed al suicidio del Napoli) arriviamo quarti ed entriamo in champions.
Alla fine della stagione Pirlo viene licenziato (rischiando di rovinargli la carriera) e che ti fa il nostro Andrea ? Ancora di testa sua (forse per fare il contrario di quello che i suoi "non" consiglieri Paratici e Nedved gli avevano consigliato nei due anni precedenti), per ricostruire con un nuovo ciclo post Ronaldo chi ti chiama ? Allegri. L'uomo sbagliato nel posto sbagliato. Ed oltretutto con un contratto assurdo: quattro anni ad una somma altissima. Senza nessuna clausola di uscita di emergenza. Andrea, ma perché ?
Nel frattempo la Procura di Torino - senza che nessuno della "Famiglia" muovesse alcun dito per parare i colpi - inizia il valzer.
Elkan, prima fa arrivare Arrivabene (che dove va non è che faccia come Giulio Cesare ... vedi la Ferrari), che poi si dimetterà insieme a tutto il C. di A., gli mette in Consiglio delle Signore che sono suoi elementi di fiducia che poi metteranno in minoranza Andrea, non volendo firmare il bilancio. Ed il gioco è fatto: il mito di Andrea è finalmente abbattuto. Ed infatti molto tifosi juventini ora lo considerano il colpevole della caduta dell'impero.
Ed eccoci ad oggi. Alla cacciata di Allegri. Con la "scusa" della sua "sceneggiata" di Roma. Perché gli allenatori che arrivano quasi alle mani in Inghilterra allora vengono cacciati ? Ma per favore !
L'anno scorso, dopo che la dirigenza che lo aveva ingaggiato è totalmente sostituita da gente "non di calcio, ma di conti", in piena tempesta giudiziaria, viene lasciato solo; anzi viene detto che lui è l'unico comandante in campo dell'area tecnica. E qui Allegri ci crede ! D'altronde è il suo sogno: essere un manager totale all'inglese; poter costruire lui la sua squadra facendo prendere i giocatori che lui vuole. Ma non ci sono i soldi per prendere i giocatori che vanno bene per lui. Lui ha bisogni di giocatori campioni, pronti a vincere e che lui sa gestire. Come fa Ancelotti al Real. Questo non avviene. La squadra continua a giocare come lui sa fare con giocatori "normali": difesa e contropiede. Il "corto muso". Insomma: male.
All'inizio di quest'ultimo campionato invece ingaggiano Giuntoli. Elkan vuole il "suo" Marotta". E allora Allegri che ne fa del suo sogno di fare il Ferguson ? Egli si sente "tradito" dalla società, che invece si era aggrappata a lui durante la tempesta delle penalizzazioni che andavano e venivano. Durante la quale in effetti lui aveva svolto con assoluta dedizione il ruolo del parafulmine, senza mai che in società "nessuno" si facesse sentire, anche per tutte le ripetute e palesi ingiustizie arbitrali che - guarda caso - arrivano alla Juve "colpevole" di aver fatto parte e di far parte ancora del progetto eversivo Superlega e di esser ancora in giudizio al Consiglio di Stato per il lontano e "fastidioso" per la Figc scandalo di Farsopoli.
A quel punto Giuntoli, da un lato gli conferma la fiducia, mentre dall'altra - sotto traccia - sonda altri allenatori, perché sa benissimo che per ricostruire occorre un allenatore diverso da Allegri.
Ed è questo ciò che rovina i rapporti, già faticosamente nati, con Allegri: gli avrebbe dovuto dire subito chiaramente la sua intenzione di cambiare la guida tecnica. Ma c'era il problema dell'ultimo anno di contratto. Ed allora ha preferito non dire nulla. Vedere se, dopo la fine della stagione, ci si poteva mettere d'accordo per una buona uscita, oppure - data la somma dovuta - continuare obtorto collo. In tal caso ovviamente non sarebbe stato saggio passare un altro anno con un allenatore al quale si è detto che sarebbe stato cambiato.
Ecco, questa è la "falsità" che Allegri imputa a Giuntoli e che è stata "espressa" con la mano "via, via dalla festa !" durante i festeggiamenti dei giocatori per la vittoria di Coppa Italia.
Allegri ha avuto il "coraggio" di protestare (con la società sempre prona e in silenzio, come nel 2006 !) contro l'ennesimo arbitraggio scandaloso contro la Juve: rigore "totale" non dato e fuorigioco "millimetrico" che ha annullato il gol che "chiudeva" la partita, oltre ad altre decisioni sempre anti juventine. E sinceramente non se ne è potuto più.
Purtroppo non ha saputo "frenare" il suo - giustificato - malumore verso la (spiegabile, come detto sopra) doppiezza verso di lui di Giuntoli: avrebbe dovuto esprimergliela in privato.
Ed anche verso il direttore di Tuttosport Vaciago ha esagerato: Tuttosport è "l'organo della Juventus FC", che doveva fare ? Infatti dopo si è scusato e Vaciago - che "sa" di essere direttore di un "organo Juventus" (come il giornale rosa lo è dell'Inter) - ha accettato le scuse.
Ciononostante, non riesco a condannare Allegri. Egli rimane un grande allenatore "per squadre pronte e piene di campioni". Non da costruire. E rimarrà nella storia della Juventus. Se fosse stato più falso e non avesse subito due anni di pressione pazzesca, con alla spalle una dirigenza che viene fatta fuori, rimanendo solo al vento, probabilmente tutto sarebbe finito alla fine della stagione in modo meno cruente, ma non indolore: ci sarebbe stato una trattativa venale per cercare di non dargli quello che contrattualmente gli era dovuto.
Ora si ricomincerà probabilmente con Thiago Motta di cui tutti dicono molto bene. Speriamo. E speriamo che sia un allenatore "che costruisce", come lo fu Conte.
Ma questo modo, subdolo e brutto, di finire le cose è molto simile - anche se molto meno "profondo" perché meno profonde ne sono le motivazioni - al modo in cui si volle chiudere l'epoca di Umberto Agnelli.
Io credo che il tempo del binomio Agnelli-Juventus possa continuare "solo" se il ramo Umbertiano (Donna Allegra e Andrea) "acquisteranno" la Juventus. Insomma solo se si realizzerà quel progetto che Giraudo aveva in mente e per il quale la Juventus non venne difesa dalla manovra architettata da Milano e Roma, lasciandola colpire, mentre invece, se difesa normalmente, non sarebbe successo nulla. Il progetto di rendere totalmente "umbertiana" la Juventus, come il fratello Gianni aveva detto al fratello Umberto nel 1993, per compensarlo della grande delusione datagli, quando Cuccia costrinse l'Avvocato a mettere a capo della Fiat Romiti e non lui, per salvare la Fiat automobili, quella industria che per l'Avvocato rappresentava la suprema "ragion d'essere", il suo "stato". Un progetto che sarebbe riuscito con l'aiuto di soldi di altri: Berlusconi ? Ma la Juventus, come tutte le squadre di calcio a risonanza mondiale, rappresentano un veicolo di "presenza" mediatica di potere irrinunciabile per chi deve diventare il capo di una famiglia che è ormai una holding di potere sovranazionale. Questo, e solo questo fu il motivo per cui la Juventus, fu lasciata offendere da un scandalo basato sul nulla.
E penso che anche stavolta "plusvalenzopoli" sia stata fatta nascere e crescere per rimettere nel nulla Andrea. L'ultimo Agnelli.
Potrà Andrea tornare alla Juventus ? Io spero di si, anche se dovrà imparare dai suoi errori passati, smettendola di affidarsi ai suoi inglesismi inutili e circondarsi di persone che lo sappiano consigliare "bene". Ecco, i grandi capi devono soprattutto avere due pregi: quello di sapersi attorniare di consiglieri altrettanto "grandi"; e quello di non immedesimarsi nella loro immagine pubblica di vincenti così da mandar via i consiglieri che li hanno aiutati a diventare grandi, rimanendo con i piedi per terra. Quel che non ha fatto Andrea, mandando via Marotta. Umberto (come Gianni) non avevano questo difetto.
Ma se tornerà spero possa acquistare la Juventus dalla Exor: tutto il resto dei rami della Famiglia non vedono l'ora di vendere la Juve, che per loro significa solo una spesa che "limita" i loro dividendi. In fin dei conti sono solo dei fortunati che sono nati in una famiglia che (per merito dei nonni Agnelli) gli permettere di vivere di rendita (e che rendita) come i vecchi nobili, solo che qui il reddito non è "per grazia di Dio" come quello nobiliare, ma è "imprenditoriale" e dunque (in teoria) può anche venir meno. Dunque va salvaguardato eliminando le spese non produttive.
Per acquistarla avrà bisogno di condividere l'acquisto con un fondo di investimento. Per esempio LAFICO (del figlio di Gheddafi, ingiustamente ucciso dagli USA) potrebbe farlo. Forse anche altri La cordata forse potrebbe essere da lui costruita. L'unico punto però è se riuscirà ad avere il 51%. Se ciò potrà essere fatto allora il binomio (vero) Agnelli-Juventus continuerà. Altrimenti non so cosa potrà succedere nel futuro. Credo che l'Avvocato ed il Dottore si stiano "rivoltando" a Villar Perosa.
Il post è lunghissimo. Ma erano anche dodici anni che non scrivevo più nulla. Se qualcuno lo leggerà, lo saluto juventinamente.
martedì 8 maggio 2012
NOI C’ERAVAMO
Ho le lacrime agli occhi.
Il suo ritorno ai livelli di fuoriclasse che gli competevano. Il ritorno di Lippi, ed il ritornare ai suoi gol, a grappoli, tutti belli, mai banali. Come quello, bellissimo, quella domenica appena dopo la scomparsa dell’Avvocato. O quello di tacco al Torino (con l'allenatore del Torino che, poverino, disse "ma non voleva mica toccare la palla; è stato un caso": si riguardi il video). Ed il continuare a segnare e ad essere un uomo di classe. Un vero capitano: “prima la Juve, poi io”. La morte del Dottore e l’arrivo di Capello, ed il suo diventare, da titolare inamovibile, il terzo dei tre attaccanti da far girare. Il suo accettare questa decisione, le sostituzioni senza alcun riguardo, in puro stile-Capello, ribaltandola sul campo, segnando gol pesantissimi e bellissimi, senza mai una polemica.
E poi nel 2006 il “Grande Inganno”, come dice l’amico Renato La Monica.
Il diventare capocannoniere in B. Poi la risalita in A.
Poi la fine della dirigenza figlia di farsopoli, sino all'arrivo di Andrea Agnelli, pur passando dagli ultimi due settimi posti, in squadre di una mediocrità atroce, eredità della lunga mancanza di una dirigenza vera, dove nemmeno lui poteva far la differenza, anche per gli anni che passavano.
E poi - finalmente – la rinascita, attraverso l’arrivo di un ex compagno di tante battaglie lippiane: Conte.
Ed infine la sorpresa di ritrovarsi, inopinatamente, quinto attaccante, e senza che in panchina ci fossero Messi o Cristiano Ronaldo o altri fenomeni.
Per arrivare ad oggi. Alla desideratissima "trentesima" vittoria.
E a questo suo messaggio che dice tutto sull’uomo Alessandro Del Piero.
A questo messaggio mi associo totalmente. Con tutta la mia anima.
Perché il mio pensiero va soprattutto ai campioni che rimasero nel 2006 nella ingiustissima B, accettata purtroppo (per motivi - diciamo - “incomprensibili”) dalla proprietà "di allora" (mal consigliata da chi in allora era il traghettatore verso il post Dottor Umberto).
Caro Alessandro, nel Tuo messaggio mi ritrovo, e si ritroverebbe anche la mia dolcissima mamma che oggi mi guarda dall’alto, e che da quasi dieci mesi mi manca ogni singolo giorno enormemente. Vorrei che fosse qui anche Lei.
Festeggerebbe come me la mia, la sua, la nostra Juventus. E certamente il suo “Capitano”.
Entrambi abbiamo sempre provato molto affetto e ammirazione per Te.
Non so perchè la commozione per il pensiero che, da quel brutto 2006, oggi mia madre non c’è si unisce alla commozione che mi suscitano le parole del Tuo messaggio, parole che rappresentano perfettamente il mio pensiero e le mie emozioni di oggi, come - ne sono certo - il pensiero della stragrande maggioranza dei tifosi juventini.
Ed è per tutto questo che assolutamente non capisco perchè Andrea, da me aspettato come il salvatore della patria sin dal 2006, non voglia comprendere che questi sentimenti sono condivisi dalla stragrande maggioranza dei tifosi juventini; che il 2006 ha fatto di Te un elemento di continuità con una storia centenaria volutamente spezzata da chi aveva interesse a togliere di mezzo chi (più bravo) vinceva impedendo algli atri (meno bravi) di vincere.
Proprio adesso che diviene intollerabile la campagna mediatica contro la “terza stella”.
So che ormai non vi è più speranza di un ripensamento del Presidente Andrea, e perciò non posso che dispiacermi. Molto.
Dovunque Tu giocherai, io (e non solo) Ti guarderò. Ogni tanto la televisione serve a qualcosa di buono.
Un grande abbraccio.
Nemo
mercoledì 18 aprile 2012
Andrea, pensaci.
E’ l’unico fuoriclasse totale che c’è in squadra (a parte Buffon).
Nemmeno Pirlo lo può avvicinare, essendo oltretutto un ruolo totalmente diverso.
Voleva arrivare ai 300 gol con la Juve, e ci sarebbe arrivato quest'anno, se avesse giocato di più. Quanti pareggi fatti senza utilizzarlo ! Anche con la Lazio sarebbe finita pari se non si fosse "inventato" una punizione tipica di chi manda il pallone dove vuole lui.
martedì 18 ottobre 2011
Caro Andrea, non è questo il modo.
Ma il punto è che nel 2006, da campione del mondo, Del Piero avrebbe tranquillamente potuto andare ad una squadra che faceva la Champions: in primis al Milan, dove Ancelotti lo avrebbe accolto a braccia aperte, e dove avrebbe vinto la coppa e aumentato i suoi record di reti in Italia e in Champions.
Questo non ha chiesto di farlo (era sotto contratto e quindi ci voleva il consenso della società); ma se l’avesse anche solo chiesto avrebbe distrutto la Juventus, non come società, ma come movimento di tifosi: come Moggi ha detto, se non ci fosse stato Del Piero, non ci sarebbe più stata la Juventus. Non sarebbe rimasto nulla. Non vi sarebbe stata più un’identità a cui i tifosi potevano aggrapparsi per vivere un incubo che, solo ora, sta per finire.
giovedì 11 agosto 2011
Andrea, finalmente … !!!
Ma – in punto di stretto diritto – già adesso (con la relazione di Palazzi) la Juventus avrebbe il diritto di chiedere la revisione delle sentenze del 2006 ex art. 39 CGS in quanto quelle decisioni erano basate sul fatto che Moggi e quindi la Juventus fosse l’unico a colloquiare telefonicamente con i designatori e arbitri.
Su questa presunta "unicità" (piaccia o non piaccia ...) di comportamenti ritenuti sleali (e che sleali non erano perchè lo facevano tutti), dato che illeciti ex art.6 non ce n'erano, per lapidare la Juventus, costruirono il famoso “illecito strutturato”, quel mostro giuridico secondo il quel tre furti diventano una rapina.
Così poterono condannare, attraverso Moggi e Giraudo, la Juventus che - come dichiarato nella sentenza stessa del 2006 ! - non aveva fatto illeciti.
Ricordati questo.
L’acredine dei prescritti milanesi verso di noi ha radici lontane; e proprio contro Tuo padre, il presidente di Moggi, Giraudo e Bettega.
Ma invece è molto più comodo farsi recapitare lo scudetto in segreteria ...
La decisione della FIGC (Presidente Tuo padre) scatenò l’ira del Moratti padre, che mandò a giocare la ripetizione della partita a Torino la squadra Primavera (debuttò Sandro Mazzola, autore dell’unica rete dei prescritti, e che oggi meno parla e meglio è ...) che perse 9-1 contro Sivori, Boniperti e Charles.
giovedì 16 giugno 2011
Lettera a Moggi dopo la radiazione.
Quindi Lei non è stato, né mai sarà, “solo”.