giovedì 16 luglio 2009

SCELTA INTEMPESTIVA: CARRARO DIXIT

Dunque, abbiamo letto quanto detto da Carraro, ex "complice di cupola" di Moggi.
Sembra che questa cupola si stia sgretolando più velocemente dei palazzi pubblici dell'Acquila dopo l'ultimo - infausto - terremoto.
Tra un pò rimarrà un'associazione a delinquere "unipersonale" (come le S.r.l.).
Io mi domando "quando" la Juventus F.C. S.p.A. si deciderà a dire: <<>>.
Alla fine si potrà anche dire: "ridateci gli scudetti, chiedeteci pubblicamente scusa, e noi non vi chiediamo i danni (che sono proprio tanti)".
Ora "la proprietà" ha ottenuto che gli "umbertiani" (Moggi, Giraudo e Bettega) non siano più nella Juve (e ciò non è più reversibile: negli accadimenti non si può mai tornare indietro). Quindi il fare ora quel che non si fece nel 2006 non costerebbe proprio nulla.
Ormai l'ondata mediatica "forcaiola" è passata. Non è più neanche di moda.
Basterebbe solo un pò di coraggio e di senso di appartenenza alla famiglia Agnelli (che con la Juventus è "una cosa sola"). Basterebbe non fare come Don Abbondio.
Coraggio Elkan, che da lassù il nonno Ti guarda.

Nemo

sabato 11 luglio 2009

BREVI NOTE

1) L'eredità degli errori di mercato della dirigenza è notevole. Almiron, Tiago e Poulsen, sono tutti lì e nessuno li vuole.

L'ultimo, è il regalo di Ranieri: "più forte di Sissoko" (che è arrivato a gennaio dopo che lui non l'aveva voluto a giugno (remember: Sissoki ?) !!!
Lasciando perdere la "chicca" della sostituzione di Del Piero nell'ultima (Samp-Juve) del penultimo campionato quando il capitano poteva superare (per l'ultima volta, data l'età) il suo record di reti in A, mentre il risultato non poteva cambiare nulla. E poi si meraviglia se l'hanno mandato via ... !
Se sommiamo le somme spese male il primo anno di A, equivalgono ad una trentina di milioni di euro (Diego e il terzino che cercano ora).


2) L'atteggiamento da primi della classe dei dirigenti della seconda squadra di Milano è francamente ridicolo, più che insopportabile: Branca dice - sul caso Nedved (altra brutta figura dei dirigenti Juve...) - "essere un giocatore dell'inter dev'essere un privilegio ed un onore".
Nessuno discute i sentimenti di appartenenza ad una maglia, ma bisognerebbe essere un pò più tranquilli per chi non ha vinto niente per quasi vent'anni, ed ha dovuto distruggere la Juventus per poter tornare a vincere, appropriandosi (con onore !!!) di uno scudetto di cartone (questo è il più grande errore di Moratti: se ne renderà conto prima o poi).


3) Affare Melo. Credo che con Diego un regista dal lancio lungo non serva. Alla Juve serviva uno alla Paolo Sousa, o alla Deschamps: mi pare che Melo assomigli di più a questi ultimi.
Quanto al fatto che non abbia lancio, ho delle riserve avendo visto le partite in nazionale.
Da ultimo: posso capire spendere - forse troppo - per un titolare nazionale brasiliano; non per un giocatore di 27 anni che NON E' titolare nazionale italiano, e che si è rimesso su negli ultini due anni.
L'unica cosa che c'era è che era un "vero" juventino. Ma se questo fosse stato vero fino in fondo, avrebbe fatto i "capricci" come li fece lo "zingaro" per andare all'inter nel 2006, e ci sarebbe riuscito.


4) Il processo di Napoli prima o poi finirà.
E - se come spero e penso - giustizia trionferà e Lucianone sarà assolto, la Juventus DOVRA' chiedere in restituzione ciò che può esserle ridato: non la retrocessione; non il saccheggio dei giocatori (complice però la dirigenza e la proprietà che alla fame non era); ma la riassegnazione degli scudetti tolti, quella assolutamente si.


5) Nota bene: TUTTO lo staff sportivo della Juve è tornato di origini "moggiane" (anche Neri: venne con Capello, preso dagli Umbertiani). E allora ?

lunedì 4 maggio 2009

CRONOLOGIA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

Mettiamo ordine agli avvenimenti.



1) La squadra degli onesti – a mezzo della “compagnia Tavaroli-Telecom” – organizza il trappolone a Moggi (dopo aver cercato – inutilmente – di assumerlo), per togliere di mezzo la Juve vincente;
2) L’attuale proprietà della Juve, in via di lotta di successione con gli eredi del Dottor Umberto, per aver un motivo “mediatico” per giustificare l’allontanamento degli “umbertiani” (la triade), “lascia” che il trappolone dia i suoi effetti; in pratica non si difende nemmeno: lascia che “l’idea Juventus” venga sporcata, sull’altare dei motivi soliti ereditari, ovviamente a quei livelli stratosferici sconosciuti ai noi comuni mortali.
3) Viene insediata alla Juve una dirigenza a dir poco “assurda”, fatta di “yes men”, che niente sanno di calcio (al massimo di tennis o pallavolo !!!), Tardelli capisce l’antifona e, infatti, saluterà e se ne andrà.
4) Si cerca un allenatore facente parte della vecchia Juve (quella “sacrificata”): Deschamps; ma si fanno i calcoli senza l’oste: Didier è un uomo, non è uno “yes men”; quando capisce che la società “non vuole difendersi” e rinuncia al ricorso al Tar, sbatte la porta in faccia a tutti (rinuncia a dei bei soldini) e se ne va (questo è il vero motivo, non i mancati rinforzi richiesti !).
5) Allora si corre a cercare Lippi, il quale – anche – li manda cortesemente a quel paese: “non sono io che – con la triade cattiva – ha vinto truffando?”; poi viene detto che è per via dell’inchiesta sul figlio: ma siamo tutti scemi? e allora – per questo motivo – rimane in nazionale ? E poi ci torna ?
6) A quel punto non rimane più nessuno “libero”, e viene chiamato un altro che – pur di allenare la Juve – accetta il ruolo di “yes men”: Ranieri.
7) Questo povero cristo si è trovato una squadra divisa in due tronconi: da una parte i campioni sopravvissuti (e invecchiati) con l’ultimo buon acquisto della triade; Chiellini; e dall’altra gli scarsi e quelli - ancora peggiori – comprati dalla nuova dirigenza, con il suo avvallo o addirittura da lui consigliati.
8) Non essendoci più “la società Juve” – ovviamente “scomparsa” con il suo suicidio, anche nella considerazione dei giocatori - il carisma di questa è stato “incarnato” dai cinque campioni rimasti: Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet e Camoranesi (il quale tutto può fare, tranne che il leader !).
9) Era ovvio che il rapporto non potesse reggere: quello che è esploso ieri negli spogliatoi è – dal punto di vista “società” – sbagliato; ma assolutamente capibile: chi si è messo in spalla la Juve da tre anni, ha un rapporto con Ranieri assolutamente diverso da quello che aveva con Lippi o Capello; in quei casi “c’era ancora la società-Juve”, incarnata da Moggi e la Triade;
10) E veniamo all’oggi. Ora siamo “alle porte con i sassi”.

Concludendo.

I tifosi devono sapere che il colpevole di questa situazione è la proprietà (gli eredi dell’Avvocato, il quale – purtroppo – non ha indicato l’ultimo “vero” Agnelli: Andrea).
Ranieri è stato uno dei tanti errori – forse il minore – compiuti dalla dirigenza insediata da questa proprietà, come lo sono stati gli acquisti “assurdi” di Tiago, Almiron, lo sfortunato Andrade, Poulsen (50 milioni buttati), Melberg, Salihamizic: tutti giocatori medi o mediocri, non da Juve.
Ranieri poi ci ha messo del suo, accettando o consigliando i suddetti acquisti, non riuscendo a gestire il rapporto con chi era rimasto ad incarnare la società (i reduci: vedi la sostituzione “assurda” di Del Piero nell’ultima di campionato scorso a Genova con la Samp – partita inutile per la classifica - dove il Capitano poteva migliorare – probabilmente per l’ultima volta in carriera - il suo record di gol in A), e – diciamolo – con i suoi limiti di tecnico: spesso e volentieri sbaglia la formazione iniziale per poi aggiustarla quando è tardi; non sa giudicare i giocatori da comprare; non sa “intuire” i ruoli ai giocatori per cambiarne la storia.
Con ciò – sia chiaro – è un tecnico medio, non scarso. Certo non è il tecnico che può dare quel qualcosa in più, come Lippi.
L’unica cosa che può fare adesso la proprietà è “ripartire da zero”:
- sostituire subito (alla fine della stagione ovviamente) Ranieri, e il suo staff atletico (quest’ultimo disastroso: più di 60 infortuni, molti su recidiva);
- cercare di tenere Buffon (che giustamente non ne può più), e gli altri campioni ancora validi;
- sostituire in blocco la dirigenza;
- vedere di assumere un vero Direttore Sportivo che sappia di calcio e che possa far “completare” a Secco l’apprendistato che stava facendo con Moggi;
- richiamare Bettega, che è un dirigente capace e costituisce il “legame” con tutto il passato juventino da difendere e rivalutare: questo sarebbe un segnale importante per tifosi e – soprattutto – i vecchi campioni: la società è tornata, voi potete tornare a fare solo i giocatori e ad ubbidire all’allenatore; non sono infatti tutti come Del Piero, dirigente in pectore; ci sono anche i “calienti” come Camoranesi, che non possono “digerire” di essere esposti a figuracce in ruoli non loro (da centrale essendo un’ala !) dopo che il tecnico “non ha voluto” Xavi Alonso ! ! !
- tentare di invertire la marcia nei confronti di calciopoli: è difficile, ma non impossibile: si può sempre cominciare a difendersi.
Ovviamente tutto questo non avverrà. Sarebbe già una fortuna se se ne avverasse solo una parte.
Aspettando che la giustizia ordinaria faccia chiarezza sul ns. Luciano.
E a quel punto vedremo “se e come” – per dirla con Mughini – “si restituirà l’onore a Moggi”.
Ripeto: Ulisse sta tornando.

Nemo

giovedì 23 aprile 2009

JUVINTER

Siamo diventati come l’Inter di prima della Grande Commedia del 2006: siamo la JUVINTER. Quella che alla fine puntava alla Coppa del Nonno, e – regolarmente – la perdeva.
Complimenti ai primi responsabili di tutto questo: gli attuali proprietari "di riferimento". Complimenti per essersi auto sodomizzati nella maniera più seria e comica allo stesso tempo che si sia mai vista. Il tutto – ovviamente – per il solito motivo: potere.
Per questo però sono passati sopra quello che in realtà sono ancora oggi (anzi oggi più ancora di prima) le società calcistiche: delle associazioni che riuniscono idealità e passioni di gruppi di persone. Ed è su queste idealità e passioni che questi personaggi hanno passeggiato con le scarpe da golf (che hanno più tacchetti di quelle da calcio).
Ma come si può pretendere di essere anche solo credibili (Signori novelli proprietari “di riferimento”) quando si chiamano a dirigere “la più importante squadra di calcio italiana” persone che nulla hanno mai avuto a che fare con il calcio (Blanc e Cobolli), o che fino a ieri erano giovani apprendisti dallo zio Luciano ?
Più che mai apprezzo il nostro caro Deschamp, che come guascone (come era D’Artagnan) gli ha sbattuto la porta in faccia. E non per il rifiuto dei rinforzi richiesti (come invece dice il quotidiano marrone), ma perché, quando disse candidamente in un’intervista tv che “non aveva capito perché la società non aveva fatto ricorso al Tar come invece aveva detto” (dato che “il ricorso è un dovere”, come dice “oggi” il Signor Cobolli), in quel preciso momento si era reso conto che la società Juventus non c’era più. S’era “liquefatta” (per dirla con Buffon). E lui (abituato alla “vera” Juventus del Dottore e dei Suoi uomini: Giraudo, Moggi e Bettega) in quella copia falsa e sbiadita di Juve non aveva intenzione di starci un minuto di più. E per questo ha mandato a quel paese anche i soldi dell’ingaggio.
Grande guascone. Grande Deschamp. Grande (vero) Juventino. Come lo ammiro !

Nemo

mercoledì 22 aprile 2009

SENSO DI VOMITO

Copio e incollo, dalle parole del Signor Cobolli-Gigli:
"La sentenza è un dovere - ha spiegato Cobolli Gigli -, ma il ricorso è un diritto. Rinunciare al ricorso sarebbe sbagliato, perché qualsiasi società deve far valere i suoi diritti, non per avere zero sentenze ma per averne una che riteniamo più equa rispetto alle nostre colpe e più coerente con i giudizi del passato. Lo facciamo con molta tranquillità".

Come mai lo stesso principio non è stato applicato tre anni fa per il ricorso al TAR contro la sentenza che ha “liquefatto” (per dirla come Buffon) la Juventus ?
Complimenti. Veramente, complimenti.
Ma un pò di pudore, proprio mai ?

Senza parole.
Solo un gran senso di vomito.

Nemo

lunedì 20 aprile 2009

L'INDIGNAZIONE DI MORATTI E DEGLI ONESTI

Sinceramente trovo i cori razzisti beceri, stupidi ed ignoranti.
Detto questo, al giorno d’oggi il coro anti negro, è equivalente a quello anti terrone, oppure a quello anti cinese e via discorrendo. Mi sembra che l’offesa razzista stia diventando “una delle offese”; che – cioè – si stia “sganciando” dalla sostanza razziale della stessa.
Prevale il desiderio di “colpire” il destinatario dell’offesa, come se avesse una gamba più corta, o se fosse esageratamente alto o basso (quanti “nano” avranno dato a Giovinco?).
Ciò non toglie che qualsiasi offesa è – come detto – becera, stupida ed ignorante.
Ma purtroppo gli stadi di calcio contengono (anche) il peggio della società attuale, nella quale queste cose sono all’ordine del giorno. Il problema è educativo generale, non solo calcistico, e tanto meno solo juventino.
Punto.
Per quanto riguarda l’indignazione interista occorre dire alcune cosette.
Come mai questa indignazione non ha trovato eguale nell’affair-passaporto falso di Recoba ?
Certamente è più grave il coro scemo che il motorino buttato di sotto a S.Siro !?
Miei cari onesti: chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
Poi il Pres.Cobolli ha detto quello che doveva dire. Moratti voleva ritirare la squadra: fatti suoi; avrebbe perso a tavolino. È l’arbitro che – se ritiene - può interrompere la partita.
Paolucci chiede la vittoria a tavolino per 3-0: mi pare normale. Gli onesti ormai si sono abituati con la Juve a vincere a tavolino: una volta in più o una in meno … .
Quanto al Balotelli, il Presidente dell’Inter farebbe meglio a rendersi conto di quanto irritante sia il comportamento di un ragazzo (qualsiasi colore abbia: sia chiaro!) di diciannove anni che dà i calcetti da dietro a colleghi che già giocavano quando lui era in fasce. Che protesta con l’arbitro mandandolo a quel paese e meritando lui il rosso. Tutta questa difesa per un ragazzo novello milionario mi pare francamente un pò esagerata e risibile. Mi credano gli onesti: al Balotelli (giustamente) di sti’ cori scemi non gliene può fregare di meno.
Per finire: miei cari onesti, Ulisse prima o poi tornerà. Almeno io e gli altri Telemaco-Juventini, ci speriamo tanto. Nel frattempo giù le mani da Penelope-Juventus.

Nemo

martedì 14 aprile 2009

"RIDATECI LA GRANDE JUVE !" (Tuttosport)

“Ridateci la grande Juve”, titola oggi il quotidiano marrone.
E bravo: ora lo dici !
Ma sbagli titolo. Dovresti dire: “Ridateci l’onore, la dirigenza e i titoli”.
L’onore.
Quello che è stato “rubato” alla Juve. Ed insieme a quello le è stata portata via l’anima, l’orgoglio (quello che tramutava in “piacere” gli insulti della metà italia antijuventina) e quello che i giocatori juventini “sentivano”: il senso di appartenenza ad una leggenda invitta, e che – al contrario – era il dodicesimo giocatore in campo a Torino, mettendo paura a tutte le squadre ospiti: in particolare agli onesti di Milano (vedi le dichiarazioni del “sincero” Camoranesi).
La dirigenza.
Quella che non ha più la Juve.
Un Direttore Generale che “sappia” di calcio più degli altri come Luciano Moggi (e che, come “stalliere del re, conosca i ladri di cavalli”, per difendere i purosangue della casa); i cui acquisti di mercato sono ancora oggi la base per le (poche) vittorie della prima squadra; che ha “inventato e sviluppato” il settore giovanile migliore d’Italia (quando la Juve mai l’aveva avuto !).
Un amministratore che amministri (bene) e basta ! Con la sapienza del Dottor Umberto. Come era il Dottor Giraudo, le cui intuizioni amministrative sono ancora oggi patrimonio della Juventus: stadio di proprietà e Vinovo.
E che aveva portato ad un contratto di sponsorizzazione record con la Tamoil (“buttato” insieme al resto nel harakiri del 2006).
I titoli.
Gli scudetti del 2005 e del 2006.
Vinti sul campo dalla più forte Juventus forse di tutti i tempi, certamente a livello (tenendo conto delle differenze dei tempi ) di quella del quinquennio 30-35 di Carcano, di quella dei 15 anni di Trapattoni (senza e con Platini).
Vinti da giocatori che erano “tutti” presenti nella finale del campionato mondiale per nazioni del 2006.
Mondiale vinto dalla nazionale italiana “basata” sul blocco Juventus, come sempre è stato quando la nazionale ha vinto i mondiali: 1934, 1938, 1982, 2006: ci sarà un perché, o no ?
Anche questo dato storico è stato “sporcato” dall’assurda vicenda popolar-mediatica dell’estate 2006. Una “vicenda dove la regole della giustizia sono state le grandi assenti.
Vicenda “pensata” dalla dirigenza dell’Inter. Vicenda “aiutata e sostenuta” dal giornale rosa interista, dalle televisioni Rai/romaniste, e da quelle vicine alla suddetta dirigenza (La 7).
Ma – incredibile ma purtroppo vero – “portata al risultato” dalla stessa vittima, che ha “volutamente” fatto entrare nelle mura il cavallo, “sapendo” cosa c’era dentro, solo per la più solita e scontata delle guerre di successione che avvengono nelle grandi famiglie, ma con una differenza: in genere non si arriva mai all’autolesionismo a cui si è arrivati. In questo caso si è preferito accogliere nelle mura il nemico esterno, per sbarazzarsi del nemico interno. In puro stile medievale italiano: franza o spagna purchè se magna.

Si potrà riavere tutto quanto sopra ?
Certamente la verità legale – prima o dopo – verrà fuori. E vedremo anche come si pronuncerà la Giustizia Europea azionata dalle associazioni di piccoli azionisti Juventus Spa.
Già comunque comincia ad esserci qualche risultato “italiano” (vedi esclusione della società Juventus dal processo di Napoli contro Moggi).
Già questo fatto legittimerebbe la Juventus a richiedere la restituzione di quanto sopra e – soprattutto – del proprio onore sportivo.
Se non si “pulirà” il soffitto dalla sporcizia di cui sopra, non si potrà “riavere la grande Juve”.

Faccio un appello al (vero) ramo rimasto della famiglia Agnelli: Signora Allegra, Andrea, Vi prego, intervenite, riprendetevi la Juve ! Il Dottor Umberto (e anche l’Avvocato) non avrebbe mai permesso tutto quello che è successo, e che – con Lui vivente- non sarebbe MAI successo: questo lo sapete benissimo. Il “come” lo lasciamo stabilire a Voi, dato che ciò appartiene a logiche familiari di alta finanza che volano molto più in alto di noi e che (giustamente) sono note solo a Voi. Tutti i sostenitori juventini sarebbero con Voi.
In fin dei conti non converrebbe che 14 milioni di possibili acquirenti di auto Fiat, sostenendo Voi, se la dovessero “prendere” proprio con la Fiat.

Non ne possiamo più di questa dirigenza, di questa squadra, … di questa NON-JUVE.

Nemo